Coltura del castagno

Gavigno e le sue castagne

La coltivazione della castagna da frutto in Val di Bisenzio, quindi anche in Gavigno, ha
avuto inizio già prima dell’anno 1000 sotto l’influenza dei Longobardi che avevano capito
l’importanza di questo frutto.
Fin da quel periodo si è cominciato a selezionare le varietà che risultavano più adatte al
consumo.
Le castagne della Val di Bisenzio (dal disciplinare dell’Associazione Castanicoltori) sono
prodotte da 8 varietà: Caralese, Carrarese, Brandigliana, Molana, Morbida, Pastinese,
Rossola, Salvana.
La seccatura delle castagne era, ed è tuttora, un’operazione di conservazione
fondamentale con una procedura ben precisa che viene effettuata nella cannicciaia o
caniccio, metato, seccatoio ecc. a seconda dei luoghi.

La cannicciaia è una costruzione in pietra, di dimensioni variabili in base all’estensione del
castagneto, con le più grandi che possono contenere alcune decine di quintali di castagne.
Costruita a due piani e il soppalco dove vengono messe le castagne è formato da un’intelaiatura
di pali (canniccio) con sopra il “graticcio” formato da sottili pertiche di legno distanziate tra
loro in modo da lasciar passare fumo e calore e non far cadere le castagne.

Dopo circa 40 giorni le castagne sono pronte per le successive operazioni di sbucciatura e
macinatura.

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